Regime di comunione dei beni prima del 1975

La netta scissione tra prospettiva sociologica e prospettiva normativa risponde al preciso intento di dimostrare che tra le condizioni di effettività di ogni disciplina normativa, ossia tra i requisiti necessari ai fini della sua pratica attuabilità, bisogna in primo luogo annoverare la sua consonanza al fenomeno da regolare; metaforicamente il diritto può, sotto questo profilo, paragonarsi ad un guanto, il quale calza tanto meglio la mano che lo indossa, quanto più le rispettive misure si rivelano coincidenti.In linea di prima approssimazione, si può osservare che la famiglia è una istituzione sociale universalmente diffusa, la quale si diversifica in una molteplicità di modelli di riferimento e che, proprio per tale duttilità, sfugge ad una definizione di carattere generale e onnicomprensivo.In questo campo, infatti, gli aspetti giuridici si intrecciano in maniera quasi inestricabile con la natura degli interessi coinvolti e con le continue trasformazioni del substrato sociale sul quale vengono a incidere, costringendo il legislatore prima e l'interprete poi, ad un continuo confronto con sollecitazioni e valutazioni di tipo extra-giuridico.In altre parole, elaborare una disciplina della famiglia assumendo a referente un modello organizzativo diverso da quello reale significa predisporre un complesso di regole destinate ad entrare in incessante conflitto con i bisogni reali.Alla luce di tali rilievi dovrebbero emergere le peculiarità del rapporto tra diritto di famiglia e precomprensione: se la famiglia, quale microcosmo esistenziale, è il luogo di svolgimento di conflitti incessantemente moderati e fomentati dai consociati in base ai bisogni contingenti della quotidianità, e se tale intreccio costituisce il quadro di riferimento privilegiato nell’applicazione del diritto, ne deriva che l’interprete, ed in particolare il giudice, sarà costantemente sottoposto ad una sollecitazione valutativa che, per la sua naturale mutevolezza, renderà problematica la giustificazione razionale delle più elementari decisioni.Se la famiglia rappresenta la cellula germinale della società, è naturale che al suo interno si riproducano, sia pure “in miniatura”, le tensioni sprigionate quotidianamente nel contesto civile.Alla luce delle osservazioni svolte sembra interessante tentare un approccio sociologico al fenomeno famiglia.Inoltre, la sua natura di gruppo tipicamente intermedio - che funge, cioè, da trait d’union tra le aspirazioni autodeterministiche del singolo e la realtà esterna - mette in evidenza la funzione di filtro da essa assolta, con tutte le conseguenze che ne derivano, specie in termini di saturazione da residui “tossici”.Nella moderna teoria dell’interpretazione questo fenomeno viene definito con la suggestiva espressione “precomprensione”.

E si intuisce, altresì, come, soprattutto sul presente terreno, il giudice non possa ridursi a bouche de la lois, ma partecipi attivamente e con contributo creativo al processo di individuazione della norma applicabile alla vicenda concreta.Il primato del diritto di famiglia sotto il presente profilo si spiega innanzitutto partendo dalla definizione che, sin dall’antichità, è stata riservata a quest’istituzione: seminarium rei publicae.In definitiva, la precomprensione - che è scevra sia dall’irrazionalismo delle teorie soggettivistiche che dalla autoreferenzialità delle teorie oggettivistiche dell’interpretazione - si sostanzia nel complesso delle valutazioni diffuse sul caso da decidere, dalle quali l’interprete “è in larga misura influenzato [...] perché formano, per così dire, l’ambiente stesso in cui è radicato, il suo habitat sociale.”.Alla base dell'istituto familiare si rinviene un'esigenza primaria dell'essere umano rappresentata dalla tensione verso forme di vita “aggregata”: in quest'ottica può dirsi che la famiglia è la prima elementare struttura sociale dove egli esprime la sua natura di “animale politico”.Si comprende, pertanto, il motivo per cui qualunque trattazione dell'evoluzione del diritto di famiglia non può essere soltanto una esposizione del succedersi di regimi normativi, ma è innanzitutto una storia del fenomeno sociale famiglia.


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E’ per questo che i soggetti deputati a produrre diritto dovrebbero, mai come in questo campo, conoscere attentamente ed in tempo reale le peculiarità dell’ambito in cui è destinata a rifluire la futura disciplina, se del caso attraverso l’ausilio di scienze quali la psicologia o la sociologia.